giovedì 9 settembre 2010

Settembre che pazzerello!

Dopo un estate all'insegna della nebulosità di intenti, si riparte con settembre e qualche allenamento decente.
Ieri una seria di 10k fatti a ritmo sostenuto 3,50 chiusi perciò in 38'18" e un'altra serie di semi scarico da 5k a 4'05", per chiudere cosi l'allenamento di 15k a 3'56" in 58min e qualche cosa.

In bel giro sotto nua piogerellina e con la sensazione di non aver ancora smaltito la gara di domenica con annessi problemi intestinali.
Stasere un rigenerante con qualche allungo verso la fine.

Questa settimana salto le ripetute. Già la scorsa le avevo fatte le 6x1000 a 3'30" e laprossima mi aspettano 2 giorni di qualita con le 4x2000 e i 2x5000 vediamo che ne esce.

Avanti Savoia (senza pupo)
Fat sono tornato e è tornato anche l'invito a chiudere laporta quando esci!

mercoledì 8 settembre 2010

Bene dopo il post di saluti e i vostri calorosi "ben tornato", rieccomi qui.

Sono mancato volutamente per tutta l'estate ma ora si ricomincia.

Allenamenti non troppo forzati e assecondati dalla voglia di correre e dal piacere di far girare le gambe.

Km ... abbastanza risultati, bhe scadenti.
Ho corso qualche gara ma un pò per pigrizia e un pò per sfortuna (intestinale) non è che i risultati siano stati eccellenti.
Ma poco importa ora c'è il target maratona di Atene.
Ci sarà un lunghissimo lento alla lake maraton e qualche gara di preparazione.
Vi terrò informato sugli allenamenti, come al solito.

Ps. Dessuadete Simone a convincermi a fare l'ironman il prossimo agosto, vi prego, sto cedendo piano piano alla goccia cinese del pazzo monachense :-)

giovedì 2 settembre 2010

Il ritorno

Ciao sono tornato.
Non chiedetemi dove sono stato tutto questo tempo.

Datemi solo un salutino e un abbraccio di ben tornato :-)

lunedì 14 giugno 2010

Hot new play list

Arriva il caldo e ci si prepara a una serie di allenamenti hot.
In previsine della maratona di Tromso, vado a rifare la mia play list.
Qualcuno mi da una mano?

io comincerei con un


In versione originale, ovviamente.

Continuo con cosa?

Fat, adesso molla il pomello della porta che non è un gelato e dai un cosiglio :-)

Alla muerte fatta persona (lui sa che sto parlando a LUI)) la seconda traccia pensavo a un Thunderstruck degli AC/DC, che ne dici? :-)

mercoledì 9 giugno 2010

Bollettino medico per il Frate


Doveva succedere pure a me prima o poi, no?
E cosi è stato, nemmeno a farlo apposta, nel momento del bisogno tutto s'è rotto.
Comincio con un dolorino al tallone dx, che si sviluppa in una piccola tendinite, fastidiosa, leggermente dolorosa, ma non bloccante.
Si continua con un'altrattanta fastidiosa pupalgia che mi perseguita da mesi. Non è cosi dolorosa ne grave da prevedere uno stop, ma solo un pò di attenzione.
E nell'ultimo periodo, dopo la Cortina - Dobbiaco, ho vinto alla lotterei della sfiga una mega contrattura al bicipite femorale. Quest'ultima è stata altamente invalidante negli allenamenti, anzi direi bloccante.
Perciò sono un paio di settimane che non corro e prima correvo poco. Totale ... in 4 settimana poco più di 40km di medi a a settimana. Questo non ci voleva alla vigilia di Tromso. Perciò depongo le armi e mi godrò come verrò la maratona in questione. Non che prima avessi velleità particolari, ma almeno qualche cosa di simpatico, dopo l'allenamento al Piceno con 3.09, poteva starci.
Vabbè pazienza, Lunedi sera sono passato dal massaggiatore, che mi ha letteralmente disintegrato il muscolo, ora sono 2 gg che ho un male lancinante, ma la contrattura sembra andata via. Ieri pochissimi km a ritmo blando, ma spingendo un pò per fortuna il dolore sembra scomparso. Ora finalmente a 3.50 riesco a spingere, prima come scendevo sotto i 4.20 vedevo le stelle.
Ormai come detto siamo agli sgoccioli per Tromso, e vedremo di onorare i colori Blu dei blogtrotter in terra del nord, terra di confine, terra di conquista.
I fratelli Keniani metteranno su i colori della battaglia e non molleranno mai!
O dio... forse qualche pezzo lo perdiamo per strada, ma duri a morire :-) Fino alla muerte!! (Bress dicet)

E ora che il referto clinico è stato dato, Fat chiudi la porta e speriamo in bene, la partenza è prevista per Venerdi 18 alle 13.00 da Malpensa.
The Kenian Brother with Nerry forever clore here the comunication and see you latrina! ups, no "later" volevo dire :-)

Per Ognuno di noi che sa di essere un "Eroe fuoriclasse"!!!

venerdì 28 maggio 2010

X chi non lo sapesse

Ilpassatore.png

Biografia

Il Passatore è stato il più efferato tra i briganti romagnoli. Nacque nel 1824 a Boncellino di Bagnacavallo, paese nel cuore della Romagna, a una decina di chilometri da Ravenna, e fu ucciso nel marzo 1851 a Russi dal sussidiario della Gendarmeria pontificia Apollinare Fantini.
Frequentò in gioventù una scuola privata, che tuttavia abbandonò alla terza elementare, dopo alcune bocciature.

Evaso durante un trasferimento ad Ancona, dove avrebbe dovuto scontare sia una pena a quattro anni di lavori forzati nella risistemazione della nuova darsena per il furto di due fucili da caccia, sia tre anni di detenzione per la fuga dal carcere di Bagnacavallo, e datosi alla macchia, entrò a far parte di un gruppo assai variabile come consistenza e zone d'azione, del quale (come uso tra i briganti dell'epoca) egli non divenne il vero capo, ma una importantissima figura di riferimento.

Il gruppo divenne in breve una banda sempre più numerosa, audace, agguerrita e capace di efferatissime violenze, che operò per tre anni nelle Legazioni Pontificie tenendo in scacco la gendarmeria grazie ad una vasta rete di spie, informatori, protettori, ricettatori, e addirittura uomini delle forze dell'ordine. Utili anche le connivenze con la popolazione più povera, ricompensata con i proventi dei suoi furti e rapine. Furono queste elargizioni che contribuirono a creare la sua fama di "Robin Hood" romagnolo. Anche Garibaldi fu indotto a considerare il Pelloni come un ribelle antipapale e antiaustriaco.

In realtà il Passatore fu considerato dai contemporanei nient'altro che un criminale: seminava gratuitamente violenza e uccideva con sadismo; è stato, ad esempio, l’unico brigante dell'Ottocento ad aver sezionato alcune vittime. [2] In un caso il Pelloni sparò a sangue freddo ad un uomo semplicemente perché uno dei suoi aveva insinuato che si trattasse di una spia.

Un modus operandi caratteristico della banda era la "firma" dei propri delitti: a misfatto compiuto venivano dichiarati a voce alta il nome e soprannome della figura di riferimento, il Pelloni, appunto, che veniva chiamato "Stuvan de Passador" già dal primo nucleo della banda, attiva nei boschi di Brisighella. Caratteristico era anche lo scherno verso il Potere con cui spesso erano concepite le azioni, ma il Pelloni venne consegnato alla storia soprattutto per le vere e proprie occupazioni militari di interi paesi - Bagnara di Romagna (16 febbraio 1849), Cotignola (17 gennaio 1850), Castel Guelfo (27 gennaio 1850), Brisighella (7 febbraio 1850), Longiano (28 maggio 1850), Consandolo (9 gennaio 1851) e Forlimpopoli (sabato, 25 gennaio 1851) - durante le quali metteva a sacco le abitazioni dei più ricchi, che venivano torturati e seviziati per farsi rivelare i nascondigli degli scudi e delle gioie.

Rimase celebre l'occupazione di Forlimpopoli, avvenuta nella notte del 25 gennaio 1851. Durante l'intervallo di una rappresentazione, i briganti penetrarono nel Teatro Comunale (oggi teatro Verdi): saliti sul palcoscenico, puntarono le armi contro gli spettatori terrorizzati e facendo l'appello rapinarono uno ad uno i ricchi presenti in sala. Fra le famiglie rapinate vi fu anche quella di Pellegrino Artusi. A raccolto concluso i banditi passarono a stuprare alcune donne, e tra queste Gertrude, sorella dell'Artusi, che impazzì. La vicenda al Teatro di Forlimpopoli divenne talmente popolare da essere decantata per decenni dai cantastorie [3].

L'attività del Pelloni terminò nel marzo 1851. Tradito da uno dei suoi, desideroso di incassare la ricchissima taglia, "Stuvan de Pasador" fu individuato dalla Gendarmeria pontificia in un capanno di caccia del podere Molesa, nei pressi di Russi, rimanendo ucciso nello scontro a fuoco che ne seguì. Il suo cadavere fu messo su un carretto ed esibito per tutte le strade della Romagna, a dimostrazione dell'effettiva fine del brigante.

Il mito

Le sue imprese ispirarono la musa popolare della rievocazione orale (che enfatizzò la sua generosità, divenuta leggendaria) e quella colta, da Arnaldo Fusinato a Giovanni Pascoli (che nella poesia Romagna idealizzò la sua figura evocandolo, appunto, come il Passator Cortese).

I connotati de il Passatore differiscono notevolmente dalla iconografia che lo ha reso famoso, diffusasi nel dopoguerra a seguito del lancio del marchio dell'"Ente Tutela Vini Romagnoli", che lo raffigurava somigliante a un brigante-pastore lucano (probabilmente Carmine Crocco) e armato di arcaico "trombone", mentre in realtà egli utilizzava le migliori armi disponibili all'epoca. Stefano Pelloni era molto diverso anche in volto, e nel vestire: alto intorno al metro e settanta, una statura giusta per la metà del secolo XIX in Romagna, aveva i capelli neri, gli occhi castani e la fronte spaziosa. In particolare il viso, di forma oblunga e di colorito pallido, non presentava alcuna barba. All'epoca, alla voce segni particolari del Passatore, veniva indicato sguardo truce: ciò è possibile poiché Stefano Pelloni presentava una bruciatura da zolfo sotto l'occhio sinistro.

Alla figura del Pelloni è intitolata la 100 km del Passatore, una competizione podistica che dal 1973 si svolge annualmente con partenza da Firenze e arrivo a Faenza.